Ue, lavoro sommerso: al via la piattaforma di cooperazione

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2 Febbraio 2016 Diario Europeo

Secondo dati recenti l’impatto del lavoro sommerso sull’economia europea è pari al 18% del Pil con range che variano molto tra i diversi Stati membri. Nello specifico parliamo, rispetto al prodotto interno lordo, di un minimo dell’8% ad un massimo del 30%. Fino ad oggi il controllo di questo fenomeno è stato demandato agli organi nazionali, che ben poco hanno potuto fare rispetto alla sua estensione transfrontaliera. A Strasburgo, in occasione della Plenaria, abbiamo votato la piattaforma di cooperazione tra Stati membri per combattere le cause del lavoro nero e arginarne gli effetti. Condizioni di lavoro inadeguate con standard di sicurezza ridotti al minino determinano senza dubbio uno sfruttamento dei gruppi sociali più vulnerabili comportando costi sociali che non possiamo più consentire. Uno scenario molto complesso in cui un ruolo fondamentale spetta alle parti sociali, che con la loro presenza sul territorio possono monitorare le realtà locali fornendo agli organismi nazionali e alla Commissione europea un’immagine concreta del lavoro sommerso. Lavoriamo quindi per promuovere una collaborazione tra organismi europei e nazionali con l’obiettivo di diffondere quel senso di legalità che limiti il fenomeno del lavoro nero e le sue conseguenze sociali ed economiche.

 

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