Stylo24: «Politiche di redistribuzione per combattere le disuguaglianze sociali»

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16 Luglio 2018 Comunicati e Rassegna Stampa

Dopo il dibattito a Bruxelles con Philippe Van Parijs, l’europarlamentare Andrea Cozzolino programma un’altra serie di incontri

Lo scorso 10 luglio si è tenuto a Bruxelles un convegno sul reddito di base organizzato dall’europarlamentare del PD Andrea Cozzolino, vicepresidente della Commissione parlamentare per lo Sviluppo regionale. La discussione è stata affrontata con uno dei massimi esperti del settore, l’economista-filosofo Philippe Van Parijs.

Reddito di base, a cosa ha portato la prima discussione di Bruxelles?

“Partiamo dal presupposto che, con la seduta del 10 luglio, abbiamo voluto imbastire un tavolo che si è aperto raccogliendo l’esperienza di Philippe Van Parijs, uno tra i massimi esponenti mondiali del reddito di base, di cui è riconosciuto universalmente principale sostenitore. Si è discusso di come mettere in campo politiche redistributive per affrontare il tema delle disuguaglianze. Abbiamo dunque iniziato una riflessione, che ha portato anche a inquadrare il terreno su cui proposte del genere debbano muoversi”.

Parla di un terreno europeo?

“Assolutamente. Non possiamo soffermarci sulla dimensione regionalista o nazionale. Sono punti da cui partire, ma la discussione va affrontata a 360°, portando avanti una battaglia europea contro le differenze sociali e territoriali. Naturalmente, è stato affrontato il tema con una visione ulteriormente globale”.

Da cosa differisce il reddito di base da quello di cittadinanza proposto dal M5S?

“Ci sono tante differenze. Basti pensare che l’idea di reddito di base, sviluppata ormai da anni da Van Parijs, è basata sul fatto che debba rappresentare una proposta rivolta incondizionatamente a tutti i cittadini. Non si tratta di un avviamento al lavoro (per chi non lo ha) o addirittura di un metodo di lotta tout-court alla disoccupazione. È qualcosa dal respiro molto più ampio”.

In che modo utilizzare la lezione di formule come il REI (reddito di inclusione) nell’ambito di un progetto globale?

“E’ appunto l’intento che ci proponiamo con questa serie di convegni. Partiamo dalle esperienze europee già in atto, per comprendere a quali risultati possano portare (o abbiano portato finora) e sviluppare un discorso articolato che vada a contrastare la disuguaglianza e indichi il percorso per giungere a benefici economici per l’intera collettività. Del resto, proprio il Rei, come i piani già attuati in altri Paesi dell’Ue, rappresenta un’esperienza da tenere in considerazione”.

Sono previsti altri convegni sul tema?

“Sì: il dibattito del 10 luglio ha rappresentato una sorta di apertura dei lavori, che sicuramente proseguiranno con altri incontri. Oltre a Van Parijs, saranno coinvolti altri filosofi ed economisti, profondi conoscitori della tematica”.

Van Parijs si è detto contro l’idea del reddito di cittadinanza, come si intende nel nostro Paese.

“La proposta italiana è combinata all’accordo sulla flat tax: il reddito di base si fonda su principi estremamente diversi dal progetto del Movimento 5 Stelle”.

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