Studio9Tv: “Andrea Cozzolino parla dei fondi europei”

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9 Maggio 2019 Comunicati e Rassegna Stampa

“All’inizio de mio mandato come Relatore sulla programmazione dei Fondi europei per lo Sviluppo regionale e la Coesione 2021-2027, avevo detto di volere una politica il più possibile vicina alle persone ai territori, strumento di crescita e di investimenti, che potesse liberare le risorse e considerare le diverse esigenze delle differenti comunità. E lo dicevo con il pensiero rivolto verso casa, ai figli del Sud che se ne vanno e alla mia terra, così bella e così piena di ferite. Ci sono riuscito: con una larghissima maggioranza, il Parlamento europeo ha approvato questo mio lavoro. Tutto. Comprese le novità che avevo inteso proporre perché costruite in base alle istanze del territorio, e compreso l’aumento delle risorse complessive. Un successo – continua Cozzolino – per il quale ringrazio tutti gli interlocutori e tutti i colleghi dell’Europarlamento, e che è prima di tutto delle nostre comunità – soprattutto di quelle più piccole e più colpite da ben dieci anni di crisi e di austerità. Una svolta vera, attenta alle persone e all’ambiente, che rende la politica europea di coesione il principale strumento di investimento in uno sviluppo davvero sostenibile, che non lasci più indietro nessun cittadino e nessuna Regione d’Europa”.

Budget complessivo:
Con la Relazione, è stato chiesto e ottenuto l’aumento dai 330 miliardi proposti dalla Commissione a 378 miliardi – con una dotazione di 226 miliardi per il Fondo Europeo Sviluppo Regionale e 46 per il Fondo di Coesione.

Novità contenute nella Relazione:

  • Una dotazione specifica di 1,5 miliardi per i Piccoli Comuni e le aree interne con difficoltà di accesso ai servizi di base.
  • Il raddoppio dei fondi a 3 miliardi per le aree urbane piccole-medie e le grandi aree metropolitane
  • Una maggiore flessibilità nelle quote di partecipazione ai finanziamenti europei.
  • L’inserimento dei terremoti nei fondi per la prevenzione dei rischi, finora limitati a inondazioni e frane – misura fondamentale per l’Italia, considerata l’estensione del pericolo sismico.
  • L’inserimento nella politica di coesione dei Parchi naturali e dei distretti turistici, importantissimi per la tenuta ambientale, sociale ed economica delle comunità e dei territori, contro lo spopolamento e il degrado.
  • La destinazione di almeno il 30% delle risorse all’ambiente.
  • La possibilità di utilizzare il FESR per finanziare la dismissione e la messa in sicurezza delle discariche e, contemporaneamente, il divieto di impiegarlo per gli investimenti legati ai combustibili fossili.
  • Investimenti nelle pubbliche amministrazioni locali, anche per metterle in grado di gestire senza le società di consulenza le informazioni e i servizi sui bandi, i programmi e i fondi europei a beneficio dei cittadini e delle imprese.
  • Il finanziamento del materiale rotabile per alcune grandi infrastrutture viarie, per permettere l’acquisto dei treni per le metropolitane.
  • Il sostegno alle amministrazioni locali in prima linea nell’accoglienza dei migranti e nell’integrazione.

 

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