Sicurezza informatica: più poteri all’Agenzia Europea

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12 Marzo 2019 Diario Europeo

Il cibernetico riguarda tutti i cittadini e l’intera società ma, soprattutto, gli enti pubblici, laddove le infrastrutture informatiche sono spesso superate quando non obsolete. Anche quando – come nella Sanità – gestiscono una mole impressionante di dati personali sensibili.

Guardiamoci attorno: siamo circondati da dispositivi, grandi e piccoli, connessi a una rete di informazioni sempre più ampia e sempre più esposta al rischio di attacchi veniali o criminali, manipolazioni, abusi e persino commercio. Ampliare i poteri e le competenze dell’Agenzia Europea per la Sicurezza delle reti e dell’Informazione(ENISA) era, dunque, un provvedimento doveroso per il Parlamento europeo, in un contesto – quello della quarta rivoluzione industriale – nel quale il cosiddetto “Internet delle cose” richiede una crescente tutela di sistemi e privacy. E, proprio perché la tutela dei cittadini si intreccia con la sicurezza delle infrastrutture informatiche di interi Paesi,l’espansione del compito dell’ENISA rientra nel quadro delle azioni unitarie dell’Europa, che anche in questo caso sceglie di fare sistema su un tema sul quale gli Stati membri non possono procedere in ordine sparso.

Il “Cybersecurity Act” dell’Unione, già concordato informalmente con i Ministri europei e votato oggi, prevede infatti una migliore e più esigente certificazione delle infrastrutture critiche – comprese le reti energetiche, l’acqua e i sistemi bancari, oltre ai prodotti, processi e servizi: un passo avanti nella protezione di intere società ed economie, laddove il progresso tecnologico deve essere un’opportunità di crescita e non una minaccia.

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