“Relazione Cozzolino approvata: Complimenti al Relatore”

Home » Focus Sud Italia » “Relazione Cozzolino approvata: Complimenti al Relatore”

28 Marzo 2019 Focus Sud Italia

Devo ammetterlo: sentire queste parole nell’assemblea plenaria del Parlamento, in chiusura della sessione di voto di ieri, è stata un’emozione unica.

All’inizio de mio mandato come Relatore sulla programmazione dei Fondi europei per lo Sviluppo regionale e la Coesione 2021-2027, avevo detto di volere una politica il più possibile vicina alle persone ai territori, strumento di crescita e di investimenti, che potesse liberare le risorse e considerare le diverse esigenze delle differenti comunità. E lo dicevo con il pensiero rivolto verso casa, ai figli del Sud che se ne vanno e alla mia terra, così bella e così piena di ferite.

Ci sono riuscito: ieri, con una larghissima maggioranza, il Parlamento europeo ha approvato questo mio lavoro. Tutto. Comprese le novità che avevo inteso proporre perché costruite in base alle istanze del territorio, e compreso l’aumento delle risorse complessive.

Un successo per il quale ringrazio tutti gli interlocutori e tutti i colleghi dell’Europarlamento, e che è prima di tutto delle nostre comunità – soprattutto di quelle più piccole e più colpite da ben dieci anni di crisi e di austerità. Una svolta vera, attenta alle persone e all’ambiente, che rende la politica europea di coesione il principale strumento di investimento in uno sviluppo davvero sostenibile, che non lasci più indietro nessun cittadino e nessuna Regione d’Europa.

 

Budget complessivo:

Con la Relazione, è stato chiesto e ottenuto l’aumento dai 330 miliardi proposti dalla Commissione a 378 miliardi – con una dotazione di 226 miliardi per il Fondo Europeo Sviluppo Regionale e 46 per il Fondo di Coesione.

 

Novità:
  1. Una dotazione specifica di 1,5 miliardi per i Piccoli Comuni e le aree interne con difficoltà di accesso ai servizi di base.
  2. Il raddoppio dei fondi a 3 miliardi per le aree urbane piccole-medie e le grandi aree metropolitane.
  3. Una maggiore flessibilità nelle quote di partecipazione ai finanziamenti europei
  4. L’inserimento dei terremoti nei fondi per la prevenzione dei rischi, finora limitati a inondazioni e frane – misura fondamentale per l’Italia, considerata l’estensione del pericolo sismico.
  5. L’inserimentonella politica di coesione dei Parchi naturali e dei distretti turistici, importantissimi per la tenuta ambientale, sociale ed economica delle comunità e dei territori, contro lo spopolamento e il degrado.
  6. La destinazione di almeno il 30% delle risorse all’ambiente.
  7. La possibilità di utilizzare il FESR per finanziare la dismissione e la messa in sicurezza delle discariche e, contemporaneamente, il divieto di impiegarlo per gli investimenti legati ai combustibili fossili.
  8. Investimenti nelle pubbliche amministrazioni locali, anche per metterle in grado di gestire senza le società di consulenza le informazioni e i servizi sui bandi, iprogrammi e i fondi europei a beneficio dei cittadini e delle imprese.
  9. Il finanziamento del materiale rotabile per alcune grandi infrastrutture viarie, per permettere l’acquisto dei treni per le metropolitane.
  10. Il sostegno alle amministrazioni locali in prima linea nell’accoglienza dei migranti e nell’integrazione.

Condividi su: