R.CITTADINANZA | Cozzolino (Pd): Per il M5S, la povertà è un prodotto da lanciare

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5 Febbraio 2019 Comunicati e Rassegna Stampa

Dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, in audizione oggi presso la Commissione Lavoro del Senato, veniamo a sapere che, considerato l’attuale numero degli addetti ai Centri per l’impiego, ogni operatore dovrebbe prendere in carico circa 506 potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza – e i numeri si commentano da sé. Questo mentre le modalità di assunzione dei 10mila “navigator”, ancora da chiarire, rischiano di provocare una “guerra tra poveri” con i vecchi precari già presenti in Anpal Servizi e, a sentire i sindacati, le risorse non sembrano sufficienti a garantire chi vive nella povertà assoluta. Per non parlare di Istat e Inps, che ci dicono che i beneficiari reali non saranno i 5-6 milioni annunciati bensì 2,7: grosso modo, la metà.

Quello che si percepisce è l’irresistibile voglia di smontare quanto fatto dal Governo Gentiloni con il Reddito di inclusione – che stava funzionando, e sono le Regioni a dirlo – per il solo gusto di appuntarsi la “spilletta” e annunciare “la prima card del reddito di cittadinanza nella Storia di questa Repubblica” con tanto di luci, scenografia, presentazione alla Steve Jobs, suspense e scoprimento: il disagio e la povertà come nuovo prodotto da esibire sul palcoscenico delle speranze e delle aspettative di tante persone, alle quali vendere l’ultimo modello utile ad aumentare il consenso. Possibilmente, poco prima di una tornata elettorale.

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