“Nessun territorio e nessuna persona lasciati indietro”

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7 Febbraio 2019 Diario Europeo

“Noi, progressisti d’Europa, chiamiamo all’azione per un’Europa radicalmente differente e invitiamo ad agire per sostituire l’attuale strategia economica con un paradigma di crescita sostenibile”: queste le parole-chiave di una sessione di lavoro conclusa oggi con un appello-piattaforma per il futuro dei popoli e dei territori dell’Unione. Perché una politica di coesione equa ed efficace, che non lascia nessuno indietro, è davvero possibile.

Crisi politiche, economiche, sociali ed ecologiche, che si intrecciano continuamente. Disuguaglianze crescenti tra cittadini e territori, uomini e donne, genitori e figli, ricchi e poveri, grandi città e periferie e persino coste e aree interne, che si aggravano velocemente. Il mondo digitale che produce nuovi schiavi, industrie che abbandonano il Continente, risorse idriche e terreni che vengono inquinati, disastri climatici. Su tutto questo, il sentimento diffuso tra i cittadini di un indebolimento sia come diritti, sia come opportunità – laddove, invece, le politiche di coesione sono uno strumento fondamentale per combattere tutto questo e rendere davvero migliore la qualità della vita e il futuro delle persone. Certo: a patto di non condizionare i fondi europei da regole che rischiano di bloccare tutto e a patto di non continuare sulla strada dell’austerità a tutti i costi, che ci ha già fatto sentire i suoi prezzi e che finisce col punire cittadini, imprese e Regioni per le decisioni – magari sbagliate – dei propri Governi.

Proprio stamattina, la Commissione europea ha annunciato le nuove previsioni di crescita per l’Italia, mettendo il nostro Paese all’ultimo posto in Europa e prevedendo una “recessione prolungata”. Alla luce di questo, il nostro Appello acquista ancora più importanza e urgenza. Perché diventa non più rinviabile darsi come primi obiettivi l’uguaglianza tra cittadini e la riduzione dei divari tra territori; garantire a tutte le regioni europee l’accesso allo stesso ammontare di risorse assicurate finora e non vincolare con troppe regole ed eccessiva rigidità il sostegno finanziario; incoraggiare regioni e città a darsi obiettivi sostenibili e assicurare che lo sviluppo, soprattutto quello industriale, venga articolato secondo le specificità locali; garantire una equa transizione all’economia decarbonizzata; fare tutto questo con la partecipazione di tutti i cittadini, dei lavoratori, dei sindacati, degli impiegati e degli imprenditori, della società civile e delle associazioni locali, per costruire le scelte pubbliche su misura delle esigenze dei territori e, soprattutto, delle persone.

La politica di coesione è lo strumento che può davvero rendere realtà le nostre proposte, volte a un’Europa rifondata sulla solidarietà, e noi faremo tutto quanto è nelle nostre forze per difenderla.

Appello “Nessun territorio e nessuna persona lasciati indietro”

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