Metropolis: “Cozzolino, PD: «Un patto di cittadinanza»”

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21 Maggio 2019 Comunicati e Rassegna Stampa

“Creare un’Europa più equa che non sia ostaggio delle leggi dei mercati, puntando su un programma finalizzato a rilanciare le aree in difficoltà, come il Sud Italia. E’ questo il senso dell’incontro organizzato dal Partito Democratico dal titolo “Per un’Europa che non lasci indietro nessuno”. Un evento che si terrà domani, alle 15, a Palazzo Caracciolo di San Teodoro a Napoli. Tra i relatori Giovanni Lombardi, presidente e fondatore del gruppo Tecno, azienda leader nel campo dell’efficientamento energetico. Ma anche Gianni Cuperlo, componente della Direzione nazionale del dem e Andrea Cozzolino, europarlamentare PD e candidato alle europee nel collegio Sud (che comprende Campania, Molise, Calabria, Abruzzo, Puglia e Basilicata).

È proprio attorno al principio dell’equità sociale che ruota parte del programma elettorale di Cozzolino. «Vogliamo promuovere un nuovo patto di cittadinanza» – le parole dell’europarlamentare del PD. «Un patto che rilanci diritti e partecipazione. Un patto di giustizia sociale che non lasci indietro nessuno e che punti su un alto livello di occupazione sostenibile e su di un piano per combattere la povertà». Un piano da mettere in campo «rafforzando gli strumenti già esistenti», ribadisce Cozzolino. «A cominciare dalla politica di coesione, che deve perseguire la convergenza tra le Regioni contrabbando la precarietà». Nei piani c’è un programma che parte dal patto nazionale per uscire dalla povertà entro il 2030 e un nuovo piano per la fiscalità, per finire con l’Erasmus della pubblica amministrazione.

«Serve attuare una misura per il lavoro e la crescita, che inneschi un ciclo di sviluppo innovativo, per una stagione di rilancio di un tessuto industriale e di una agricoltura sostenibili. Una transizione che non lasci indietro nessuno, che non produca conflitti tra lavoro e ambiente o nuove forme di asimmetrie territoriali, ma capace di assicurare un passaggio virtuoso tra vecchie posizioni lavorative e nuove, con investimenti forti in formazione di alta qualità e un piano attivo d’azione per il riequilibrio salariale. Un rilancio virtuoso su base diffusa, che parta dai territori, dai loro bisogni e dalle loro vocazioni e che presti una attenzione particolare ai grandi poli di concentrazione industriale (Taranto, Reggio Calabria, Napoli, Cagliari, Palermo)».

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