Mentre in Europa riduciamo le disuguaglianze, la politica nazionale le produce

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15 Febbraio 2019 Focus Sud Italia

Oggi ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Commissione Europea se la cosiddetta “autonomia differenziata” portata avanti dal Governo italiano per alcune Regioni è compatibile con i Trattati dell’Unione europea, e in particolare con l’impegno per la riduzione dei divari tra territori e la correzione degli squilibri regionali.

Politica di coesione, cooperazione nei finanziamenti tra livello locale e livello europeo, regole alla base dei fondi comunitari – tutto questo ha un unico obiettivo: lo sviluppo armonioso delle regioni e dei territori dell’Unione, come mezzo per raggiungere la completa uguaglianza, dai diritti ai servizi alle opportunità, dei cittadini europei. E proprio mentre noi approviamo 380 miliardi destinati a ridurre distanze e disuguaglianze, cercando di avvicinare quanto più possibile risorse e interventi europei ai cittadini e alle Regioni, le politiche nazionali scelgo di divergere, di produrre nuove e marcate differenze territoriali.

Già oggi, i servizi fondamentali nel Mezzogiorno sono penalizzati e penalizzanti: l’autonomia differenziata produrrà ulteriori differenze, nella distribuzione non soltanto delle risorse ma anche delle opportunità, e renderà vani anche tutti gli nostri sforzi – questa settimana premiati da larghissime maggioranze nel Parlamento europeo e nella Commissione Sviluppo regionale – di dare carburante alla crescita, agli investimenti e all’occupazione.

Testo Integrale dell’Interrogazione

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