L’UE dice “Basta” al commercio criminale di opere d’arte

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12 Marzo 2019 Diario Europeo

Con il sostegno di tutto il Gruppo S&D, il Parlamento europeo ha preso oggi una decisione che aspettavamo da tempo e che riguarda il commercio criminale dei beni culturali – un mercato che vale circa 19 miliardi di euro.

Quando ci fu l’attacco a Palmira, in Siria, i media parlarono di “distruzione” del sito archeologico: di fatto, l’ISIS aveva smantellato l’antica città, raccogliendo e andando a vendere i reperti più preziosi proprio sul mercato europeo e, nel comprarli, alcuni nostri cittadini – oltre a rendersi complici morali di un misfatto culturale – finirono col finanziare l’organizzazione terroristica.

Con le regole approvate oggi, questo non potrà succedere di nuovo.

Una pietra miliare per il mercato comune dell’Unione: con il nostro voto, abbiamo affermato che gli interessi commerciali non vanno perseguiti a qualsiasi costo, che la globalizzazione deve basarsi su un sistema valoriale e che l’Europa intende proteggere l’eredità culturale nel e del mondo. Rafforzare controlli e requisiti per la compravendita significherà, in questo caso, promuovere una scelta consapevole degli acquirenti e dei collezionisti europei, combattere il traffico d’arte – secondo solo a quelli d’armi e di droga -, il riciclaggio di danaro e il finanziamento delle organizzazioni terroristiche ed evitare che l’Umanità venga privata della sua Storia e della sua cultura.

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