ISNews: “Europee, quel voto dimenticato che vuol dire futuro”

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19 Maggio 2019 Comunicati e Rassegna Stampa

Cozzolino (PD): Salvini e Le Pen, il “vecchio” che avanza

Il 26 maggio, gli elettori sono chiamati a scegliere anche i propri rappresentanti in Europa, la “madre” che da 74 anni garantisce la pace a 450 milioni di persone. L’incontro organizzato dal PD del Molise nella sede elettorale del sindaco Battista si focalizza sui bisogni locali e sulle risposte che solo l’Europa può dare. Risposte in termini di finanziamenti, di opportunità, di possibilità di sviluppo, di crescita. Parole vuote? Non proprio. […]

“Dal rapporto con le comunità locali è nata un’innovazione significativa – rimarca Andrea Cozzolino, napoletano doc, con le radici saldamente ancorate al Meridione d’Italia – e la sollecitazione importante è arrivata proprio dal territorio molisano. Il tema che è stato posto era come far intercettare i fondi europei anche dai piccoli Comuni: la politica ha accumulato ritardi in tal senso e i tagli ai finanziamenti e quindi ai servizi si abbattono sempre e solo sulle piccole realtà, depauperando ancora di più territori che invece hanno bisogno di sostegno. E, dalla programmazione 2021-2027, anche i piccoli Comuni avranno un peso nella programmazione delle risorse europee. Una sollecitazione che, di fatto, consentirà di liberare risorse importanti (quasi 3 miliardi) per i piccoli Comuni. Campobasso – continua Cozzolino – sarà pienamente coinvolto nell’utilizzo delle risorse: una novità enorme, che di fatto evidenzia come l’Europa si renda conto perfettamente dello stato di salute delle comunità”

Europa, madre o “matrigna”, come vogliono etichettarle i sovranisti, le forze politiche antieuropeiste? Per Cozzolino, il termine giusto è un altro:

“Siamo uniti nelle diversità: non c’è stato alcun processo di omologazione, né si sono annullate la storia e le differenze. Si è dato forma al giusto compromesso tra la funzione dell’unità e quella dei singoli Stati. Ma questo è il punto di scontro di quelle che definisco “forze neo-nazionaliste” che semplificano, scaricano le responsabilità su quello che oggi è il “nemico” – l’Europa”.

La fotografia scattata a Milano per Andrea Cozzolino rappresenta il “vecchio che avanza”, la parte più retriva dell’Europa che evoca scenari datati: nessuna rivendicazione da quel palco, “negano a se stessi il vero obiettivo che vogliono perseguire. Ma sono fiducioso: il voto in Spagna, in Finlandia e nella Macedonia del Nord evidenzia la voglia di riformare l’Europa ma non di distruggerla. Le forze democratiche, progressiste e socialiste inaugurano una nuova stagione di riforme: sono evidenti i limiti sui quali lavorare e occorre avviare un processo di rigenerazione, ma quanto accade in Italia impone agli elettori una riflessione ponderata”. […]

Tutto quello di cui territori e comunità hanno bisogno passa per l’Europa: infrastrutture, nuove attività economiche, imprese innovative, scuole e università, crescita professionale, cultura, turismo. L’uso intelligente delle risorse fa la differenza, ma tutto da lì si origina.

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