Il Quotidiano del Molise «Combattere i nazionalismi che minacciano l’Europa investendo nel Sud»

Home » Comunicati e Rassegna Stampa » Il Quotidiano del Molise «Combattere i nazionalismi che minacciano l’Europa investendo nel Sud»

20 Maggio 2019 Comunicati e Rassegna Stampa

La ricetta: un pacchetto di riforme e finanziamenti indirizzati, tra l’altro, anche ai piccoli Comuni

L’intervista. A Campobasso l’europarlamentare Andrea Cozzolino, candidato PD nel collegio Sud

E’ tornato alle stampe Giuseppe Tabasso con il suo pamphlet dal titolo «Poi dice che uno si butta a Sinistra», che raccoglie una serie di articoli sulle ultime vicende e vicissitudini della politica molisana, con uno sguardo attento e preoccupato sull’Europa e sulle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento dell’Unione. Ieri sera a Campobasso, nella sede elettorale di Antonio Battista in Piazza della Vittoria, la presentazione dell’ultimo lavoro dell’anziano giornalista campobassano, inviato di politica estera per il Gr3 della Rai per lungo tempo. Un lavoro che, con stile ironico e pungente, ha tratteggiato le contraddizioni della classe politica molisana, in un momento storico caratterizzato dai pericoli del sovranismo e dai tentativi dei suoi maggiori esponenti politici nazionali e regionali di mettere in discussione sessant’anni di Europa e di conquiste sociali.

A discuterne il sindaco di Campobasso Antonio Battista e l’europarlamentare PD Andrea Cozzolino. In quest’occasione abbiamo ascoltato Cozzolino sui temi della campagna elettorale. Combattere i nazionalismi che minacciano la stabilità dell’Europa investendo nel Sud. Attraverso un pacchetto di riforme e finanziamenti indirizzati, tra l’altro, anche ai piccoli Comuni. E’ questa la ricetta dell’europarlamentare, candidato alle europee nel collegio Sud, checomprende Molise, Campania, Puglia, Abruzzo, Basilicata e Calabria. Già assessore regionale in Campania, Cozzolino definisce il Governo a guida Lega e Cinque Stelle «un’alleanza di comodo poco interessata ai problemi reali e proiettata in una perenne campagna elettorale».

Onorevole, cosa l’ha spinta a scendere in campo?

«La necessità di dare voce ai territori, di proseguire un cammino importante, di combattere chi coltiva odio e rancore e vorrebbe spazzare via le basi su cui si regge l’Europa di oggi».

L’Europa, però, non è perfetta.

«Questo è vero. Occorre avvicinare le istituzioni alle persone, alle loro esigenze, ai loro problemi. Ho voluto affrontare questa nuova sfida per portare avanti quanto fatto nel corso di questi ultimi anni. I sovranismi sono un freno per lo sviluppo dei territori. C’è ancora tanto da fare. L’Europa, così come è, non è perfetta: ha ragione lei. Ma negli ultimi 5 anni sono state messe in campo azioni importanti. Penso alla programmazione dei fondi per il prossimo quinquennio».

Ci spieghi meglio. Di che genere di investimenti si tratta?

«Io sono stato tra i firmatari di una relazione che il Parlamento ha approvato a marzo. Un documento importantissimo che avvicina i Fondi europei per lo Sviluppo Regionale e i fondi di Coesione. In sostanza vuol dire che, tra il 2021 e il 2027, l’Italia – grazie a questa relazione – avrà a disposizione più risorse: in tutto, 38.6 miliardi di euro. Vale a dire 2,4 miliardi in più. Soldi che verranno investiti per i territori. Con questo regolamento abbiamo introdotto il principio che i cofinanziamenti ai fondi strutturali possono avvenire anche attraverso l’uso della flessibilità. Vuol dire che i piccoli Comuni potranno chiedere l’accesso ai fondi con più facilità».

Nel dettaglio: come verranno utilizzati questi fondi? Che vantaggi sono previsti per il Sud Italia?

«Verranno investiti nel rafforzamento delle pubbliche amministrazioni, con nuove assunzioni e opportunità di lavoro per i giovani. Poi nelle politiche di connessione tra i vari Stati membri, nei diritti sociali, nella valorizzazione delle realtà locali. In particolare la questione ambientale, diventata di strettissima attualità in questi mesi, assume un ruolo centrale all’interno della relazione. Almeno il 30% dei fondi, infatti, verrà destinato alle politiche finalizzate alla tutela dell’ambiente. Dalla ricerca di nuove risorse energetiche passando per la lotta al cambiamento climatico. Attenzione però è diretta anche allo sviluppo dei piccoli Comuni e delle realtà rurali e montane, alle quali è destinato un fondo pari al 5% delle risorse complessive. Risorse che saranno a disposizione anche delle comunità piccole e medie, per progetti di sviluppo e per il superamento delle difficoltà di accesso ai servizi di base come trasporti, Sanità e Scuola. Poi ci sono i programmi di rafforzamento delle pubbliche amministrazioni e una flessibilità maggiore sul Patto di Stabilità: una norma, questa, che negli ultimi anni ha “ingessato” gli enti locali e in particolare i Comuni. Con l’arrivo di queste risorse per il Sud ci saranno più fondi per le politiche d’investimento sui territori e via libera per la nascita di opportunità di lavoro».

Torniamo sul Governo. Come siamo considerati all’estero?

«Si fa fatica a dire che, attualmente, ci sia un Governo che agisce in Italia. Danno l’idea di essere un’alleanza di comodo che vive e governa in uno stato di perenne campagna elettorale. In questi mesi è emersa la loro assoluta incapacità di contrastare la drammatica crisi economica del Paese. Non ci sono state scelte di fondo per combattere questa situazione. E l’Italia resta sospesa nel limbo, in balia di una crisi che, oltre che economica, è anche sociale. Ciò ovviamente incide in maniera molto negativa sull’opinione che hanno di noi gli altri Stati membri».

Condividi su: