Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale: la relazione Cozzolino approvata in Commissione

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14 Febbraio 2019 Diario Europeo

Un primo passo avanti, per avvicinare quanto più possibile i Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale e Fondi di Coesione ai cittadini e ai territori: con 28 voti a favore su 34, la Commissione europea Sviluppo Regionale ha approvato oggi la relazione che declina per obiettivi e destinatari 46 miliardi del Fondo di Coesione e 226 miliardi per il Fondo Sviluppo Regionale. Ecco le principali misure:

  • Per la prima volta, 1,5 miliardi per i Piccoli Comuni e per le aree interne con difficoltà di accesso ai servizi di base.
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  • Quasi 3 miliardi per le aree urbane piccole-medie e le grandi aree metropolitane.
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  • Sostegno agli enti locali in prima linea nell’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, anche con il finanziamento delle infrastrutture dedicate all’integrazione a medio-lungo termine.
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  • Inserimento dei terremoti nel finanziamento della prevenzione dei rischi, finora limitato agli eventi idrogeologici – inondazioni e frane.
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  • Inserimento nelle politiche di coesione dei Parchi naturali e dei distretti turistici – avamposti nella tutela del patrimonio naturale e culturale e del turismo sostenibile.
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  • Almeno il 30% delle risorse all’ambiente: migliore qualità di vita, più salute, meno spese, meno effetti del cambiamento climatico.
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  • Finanziamento europeo del materiale rotabile, per completare le grandi infrastrutture viarie come le metropolitane anche con l’acquisto dei treni necessari.
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  • Investimenti nell’efficienza delle pubbliche amministrazioni locali e nella loro capacità di gestire i fondi europei, per migliorare i servizi alla cittadinanza e al territorio.
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  • Più flessibilità per gli enti locali, grazie al scorporo del cofinanziamento per i progetti e gli investimenti strategici dal Patto di stabilità.

Un risultato importante per le Regioni e le amministrazioni locali, che – con queste risorse e misure – potranno portare avanti molti degli interventi necessari.

Appuntamento a marzo, per il voto finale nell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo, con l’auspicio di portare ottime notizie e di dare, così, un po’ respiro alle nostre comunità.

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