Dopo 10 anni di austerità, una politica contro le disuguaglianze

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7 Febbraio 2019 Diario Europeo

La grande famiglia socialista chiama la società civile, i sindacati e le istituzioni territoriali attorno alla coesione come principale strumento, dopo 10 anni di crisi e austerità, per rilanciare una politica pubblica in grado di ridurre le disuguaglianze e le distanze sociali e territoriali fino al luogo più remoto, che si sente più escluso: invece dello spopolamento, delle periferie e di un disagio crescente, un’Europa che non lascia più nessuno indietro, con una solida base di partenza per le sfide del futuro, a partire da quella ambientale.

I nuovi regolamenti avranno come cuore la transizione ecologica, tecnologica e sociale – tre grandi temi su cui concentrare le risorse della futura politica di coesione. Dopo una fase di contrazione degli investimenti pubblici, nella quale le politiche di austerità sono state prevalenti, va dato merito alla coesione per aver agito – anche se sottotraccia – e ridotto i danni, avvicinandosi alla condizione dei cittadini e alla loro dimensione reale attraverso opere di interesse pubblico come metropolitane e ospedali. È proprio grazie a queste risorse che siamo riusciti a ottenere dei risultati rilevanti, sociali e occupazionali.

Senza la politica di coesione, le distanze sarebbero ancora più forti e il disagio sarebbe ancora più evidente. Ora è giunto il momento di andare oltre la neutralità delle norme e costruire un movimento politico in grado di governare meglio i prossimi anni e che veda protagonisti i cittadini.

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