Donne e madri: una battaglia da vincere

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6 Maggio 2019 Focus Sud Italia

Oggi, il Partito Democratico ha presentato al Senato un emendamento per la parità salariale tra uomini e donne, laddove da molto, troppo tempo, queste ultime percepiscono – in media – retribuzioni inferiori quasi del 20% e rappresentano, con i giovani, la maggioranza tra i lavoratori poveri. Ci si augura che la Maggioranza in Parlamento voglia votare questo emendamento. Non solo perché è giusto, non solo perché si andrebbe finalmente a riequilibrare dei diritti sacrosanti e mettere fine a una discriminazione e una disuguaglianza intollerabili. Ma anche perché il futuro di questo Paese è nelle mani delle sue donne.

Il tasso di disoccupazione femminile in Italia, in particolare delle madri, è tra i più alti in Europa – una realtà drammatica alla quale si aggiungono l’impossibilità di conciliare vita privata e impegni professionali, radicate difficoltà di carriera e di crescita salariale, forte squilibrio nei carichi familiari tra madri e padri e una scarsissima offerta di servizi educativi per l’infanzia. Secondo l’analisi di Save the Children“Le Equilibriste: la maternità in Italia”, le donne con figli minorenni sono quasi 10 milioni. 10 milioni spesso, troppo spesso, lasciate sole dallo Stato.

Parliamo del dover rinunciare a lavorare o di essere costrette al part-time per i troppi impegni familiari (oltre il 40% dei casi), del poco sostegno alla maternità, della scarsità dei servizi per la prima infanzia. Ma anche del fatto che, al venir meno del compagno o della famiglia, le madri single finiscono col perdere persino la casa ed entrare di diritto nelle tragiche statistiche della povertà. Fenomeno che, chiaramente, spinge le donne a voler prima consolidare la situazione economica, con tutte le disparità e le difficoltà del mercato del lavoro, e di potersi permettere la maternità sempre più tardi. E, anche in quel caso, dovendo poter contare sul sostegno o dei membri anziani della famiglia, o di un’altra donna che sostenga buona parte delle incombenze necessarie alla gestione della casa – ancora, purtroppo, considerate un dovere quasi esclusivamente femminile. Come se tutto questo non bastasse, nelle Regioni del Mezzogiorno la situazione è ancora più critica: secondo un’analisi dell’ISTAT sulla condizione delle madri, Puglia, Basilicata e Campania si trovano agli ultimi posti, e la terra più difficile per avere e crescere dei figli è la Calabria.

L’impegno per l’occupazione femminile e il sostegno alla forza economica delle donne, anche per colmare le disuguaglianze che ancora subiscono e restituire loro la possibilità di costruire un progetto di vita, non sono più rinviabili. I diritti delle donne sono diritti umani: è ora di cambiare.

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