Tre ottime notizie sui diritti sociali dei lavoratori, la sicurezza alimentare e i fondi per l’ambiente

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11 Dicembre 2018 Diario Europeo

Oggi, con il Gruppo S&D, abbiamo ottenuto il voto favorevole su due rapporti tesi a tutelare 20 milioni di lavoratori cosiddetti “mobili” – un risultato che ci permetterà di negoziare con il Consiglio da una posizione molto più forte e di fare chiarezza sulle regole in termini di non-discriminazione e di parità di diritti a parità di contribuzione. In tempi di maggiore mobilità, i diritti sociali non possono rimanere fermi: ecco perché, come Gruppo, vogliamo che ogni cittadino europeo abbia pari accesso alla sicurezza sociale a prescindere da dove vive, ed ecco perché abbiamo voluto impedire anche i tentativi di introdurre l’indicizzazione dei benefici familiari – concetto, per noi, inaccettabile. Per queste ragioni, stiamo per avviare i negoziati con tutti i Paesi membri, con l’obiettivo di arrivare – prima delle elezioni europee – a un accordo su un’Autorità Europea del Lavoro (ELA) molto più forte, che dia più voce ai lavoratori e ai sindacati che denunciano abusi e sfruttamento e assicuri davvero il rispetto dei diritti sociali in tutta la Comunità.

La seconda buona notizia è il voto del Parlamento a favore di un sistema più rigido per l’esclusione di qualunque sostanza nociva dalla catena alimentare. Come Gruppo, abbiamo insistito sull’imparzialità delle autorizzazioni e sulla disponibilità pubblica degli studi utilizzati dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) per la valutazione del rischio – in modo da evitare pressioni e ingerenze da parte dell’Industria e ripristinare la fiducia dei cittadini nel fatto che, per le istituzioni europee, la loro salute viene prima dei profitti o della tutela della proprietà intellettuale: più trasparenza e maggiore indipendenza come garanzia di affidabilità

Infine, da oggi, i cittadini europei possono essere sicuri che, anche dopo il 2020, almeno il 30% delle risorse dell’Unione verrà destinato all’ambiente: un primo passo concreto nella prosecuzione dell’ottimo lavoro fatto finora grazie al programma LIFE – l’unico fondo europeo interamente dedicato e che, in poco più di 25 anni, ha cofinanziato oltre 4500 progetti. Per il periodo 2021-2017, l’Europa mette a disposizione quasi 5,5 miliardi di euro – quasi il 50% in più rispetto a ora – per tutelare la biodiversità, sostenere la transizione verso l’energia pulita e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, incoraggiando le “migliori pratiche” e la ricerca e diffondendo soluzioni e politiche che trasformino le “minacce” naturali in sfide vinte.

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