Economia digitale: un passo avanti verso l’equità

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13 Dicembre 2018 Diario Europeo

Quest’oggi abbiamo ottenuto un risultato importante riguardo alle grandi aziende che generano profitti dalle attività sul web in condizioni di vantaggio tributario.

Le regole della tassazione delle imprese negli Stati membri, concepite all’epoca dell’analogico, non sono adeguate all’era digitale: il sistema fiscale deve necessariamente basarsi sull’equità, e una legislazione fiscale degna di questo nome non può ignorare il fatto che le aziende del digitale stanno godendo di una crescita esponenziale anche grazie a un quadro normativo fumoso. Perciò, come Socialisti e Democratici, abbiamo voluto dare un chiaro segnale politico di giustizia sociale, sostenendo in Plenaria – forti anche della petizione firmata, in meno di 2 settimane, da 725mila cittadini europei – la proposta di aumento dell’aliquota della digital tax dal 3% al 5%. Non si tratta di un accanimento ma di allineare la situazione dei giganti del web al comparto tradizionale: un atto dovuto verso tutti i cittadini e le aziende di produzione che pagano aliquote ben più corpose, perché il principio di equità non può essere subordinato agli interessi nei paradisi fiscali.

L’economia digitale è soggetta a una tassazione relativamente inferiore, e questo perché le attuali norme fiscali non riescono a catturare il valore creato utilizzando i nuovi modelli d’impresa digitali, che non richiedono la presenza fisica in un Paese e che sono basati su attività “immateriali”. Questa nostra proposta è già stata oggetto di discussione da parte della Commissione – la quale, a marzo 2018, ha avanzato l’idea di due assi d’intervento per una tassazione equa, a breve e a lungo termine, attraverso il criterio del fatturato e di quello della “presenza digitale significativa”.

Nonostante l’importante risultato raggiunto in Plenaria, il percorso è ancora in salita poiché alcuni Stati membri non vogliono giungere a un accordo, rischiando – di fatto – di bloccare l’azione degli altri. Ma, proprio perché il dossier sulla digital tax (DST) ha messo in luce quanto sia difficile risolvere i problemi fiscali quando si ricorre all’unanimità in seno al Consiglio, nei prossimi mesi dovremo sostenere con forza – e in tandem con la Commissione – l’approccio maggioritario, al fine di raggiungere risultati concreti per la collettività. In un’Europa a 27, l’unanimità non è soltanto poco pratica e controproducente: alla luce delle sfide odierne, non possiamo davvero permettercela.

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