Assemblea Acp – Ue: nuove sinergie per il futuro dell’Europa

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11 Dicembre 2015 Diario Europeo

La 30° Assemblea Parlamentare congiunta tra Stati di Africa, Caraibi e Pacifico e Paesi dell’Unione Europea ha rappresentato un momento di confronto costruttivo molto importante su temi profondamente delicati quali immigrazione, diritti umani e rifugiati. Il dibattito è stato presieduto dal deputato belga liberale Louis Michel, che ha aperto i lavori rimarcando il record negativo registrato nel 2015. “Più di 3.500 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo. Occorre affrontare il problema dei flussi migratori alla radice combattendone le cause”. La questione migratoria, che oggi Unione Europea e Paesi limitrofi si trovano ad affrontare, è una questione delicata e controversa, che tiene in se aspetti positivi che, però, vanno potenziati. È opinione comune che la chiave di volta risieda nell’intensificazione di una politica di cooperazione con i Paesi extraeuropei partner dell’Ue. L’obiettivo è creare condizioni migliori in loco per incoraggiare i migranti a ritornare nel loro paese di origini, scoraggiando i flussi in arrivo. In fondo, come ha sottolineato Netty Baldeh, rappresentante del Gambia “se abbiamo incoraggiato la primavera araba, dovremmo essere in grado di prenderci cura dell’inverno europeo”. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di rivedere le politiche europee, avendo bene in mente che l’orizzonte è una società multiculturale, in cui la coesione dovrà essere intesa anche come integrazione.

Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi anche temi legati ai diritti umani. Il problema dell’assistenza sanitaria rispetto alla quale, nonostante i progressi compiuti in alcuni Paesi, c’è ancora molto da fare. Molti Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico hanno ancora sistemi sanitari rudimentali e per questi è sempre più necessario un miglioramento, non solo in termini finanziari, ma anche dal punto di vista dell’infrastruttura specializzata e tecnica. Si è inoltre discusso su come migliorare le condizioni socio-economiche delle nazioni in via di sviluppo, valorizzando in particolare il contributo che le imprese familiari danno alla loro crescita. Altro tema delicato oggetto di dibattito è stato quello attinente i flussi finanziari illeciti, alla luce anche della recente pubblicazione di un rapporto delle Nazioni Unite sull’argomento.

L’Assemblea ha raggiunto conclusioni importanti e impegnative, che rischiano di finire nel dimenticatoio, se non saranno seguite da azioni concrete. L’Europa, le istituzioni europee, fanno tanto in termini di aiuto e di cooperazione allo sviluppo. Tutto questo, però, oggi, è totalmente insufficiente e insoddisfacente. Ci sono settori – abbiamo citato la sanità, ma aggiungo l’istruzione e la formazione lavoro – nei quali gli aiuti vanno intensificati e approfonditi, per non smarrire intere generazioni e farle diventare facili prede di organizzazioni terroristiche. Viceversa, con un impegno concreto e congiunto di Europa e Stati Membri – che purtroppo non sempre fanno seguire i fatti alle dichiarazioni – si possono gettare le basi per un percorso comune di crescita e sviluppo sostenibile. Quel percorso per il quale, d’altronde, passa il futuro stesso della nostra Europa.

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