10 punti per un’Europa più unita e più forte

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6 Maggio 2019 Diario Europeo

Il 9 maggio, giorno della Festa dell’Europa, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell’Unione europea si riuniranno a Sibiu, in Romania, per un vertice informale sullepriorità della legislatura 2019-2024, che si dovrebbe concludere con la firma di una dichiarazione in 10 punti per un’Europa più forte. In vista di questo incontro, che prelude al Consiglio europeo di giugno, la Commissione europea ha presentato una serie di raccomandazioni sul modo nel quale plasmare il nostro futuro, immaginando un’Unione che protegga e sia competitiva, giusta, sostenibile e influente.

La prima area tematica di questa Agenda Strategica è la protezione dei cittadini, dal lavoro ai diritti sociali, dalle libertà all’equità, dalla riduzione delle disuguaglianze e l’aiuto ai più vulnerabili all’investimento nelle nuove generazioni, dalla sicurezza e la gestione delle minacce esterne e interne alla resilienza ai disastri naturali. La seconda riguarda l’economia e, tra le priorità, indica una tassazione equa, il rafforzamento del mercato interno e dell’unione economica e monetaria e lo sviluppo di una strategia industriale, ma anche la transizione digitale e la connettività. La terza sottolinea la necessità di “costruire un futuro più verde e più giusto”, attraverso la tutela dell’ambiente, una crescita sostenibile e la riduzione delle disuguaglianze. La quarta e ultima area si concentra sulla promozione dei valori di un’Europa leader e guida nel mondo, dalla democrazia e lo Stato di diritto alla lotta al cambiamento climatico.

In un contesto di complesse sfide globali, dal lavoro alla difesa del pianeta, dalle disuguaglianze alla sicurezza, pensare che uno Stato possa farcela da solo è mera illusione. Persino preservare il nostro stile di vita, i nostri valori e le conquiste post belliche – sistema di assistenza medico-sanitaria compreso – diventa possibile soltanto attraverso la forza generata dal nostro essere uniti.

Certo: dieci anni di austerità e rigore hanno fatto soffrire interi territori e intere comunità. Ma nell’ultimo anno, anche con l’approvazione della mia riforma dei fondi strutturali – che ha ridato una prospettiva e aperto una nuova stagione di investimenti e di crescita -, l’Europa ha dimostrato di essere capace di capire i propri errori e di rinnovarsi, riformando completamente le sue priorità e rimettendo al centro della sua azione le persone.

Un’enorme opportunità, che si spera i Capi di Stato e di Governo vogliano cogliere. Rendendo questo 9 maggio una vera festa per i cittadini d’Europa.

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