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scritto da Ufficio Stampa il 19 marzo, 2010 alle 19:01
“L’ambiguità del Governo e l’assoluta mancanza di trasparenza sul nucleare in Italia sono allarmanti”. Queste le parole dell’europarlamentare PD Andrea Cozzolino durante un sopralluogo alla centrale nucleare del Garigliano condotto insieme ai parlamentari Pd Stefano Graziano e Pina Picierno, ai sindaci di Sessa Aurunca, Luciano di Meo, e di Mondragone, Achille Cennami, e del candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia di Caserta, Giuseppe Stellato. “Per paura di perdere consensi il centrodestra cerca di nascondere le gravi scelte compiute negli scorsi mesi senza alcun rispetto per le leggi adottate dalle Regioni in materia – ha aggiunto Cozzolino - fingono di ignorare le condizioni critiche di siti contaminati come l’area del Garigliano, pesantemente danneggiati prima dalla presenza della centrale poi dallo smantellamento, in realtà mai avviato, delle sue strutture”. Per Cozzolino “di fronte alle fughe in avanti ingiustificate di palazzo Chigi le Regioni sono un presidio di democrazia e di trasparenza e fortunatamente in questi anni, in particolare in Campania e in Puglia, si é aperta fase nuova delle politiche energetiche, puntando sul rinnovabile, e in Campania il consiglio ha approvato una legge regionale vieta l’installazione di centrali e lo stoccaggio di scorie nucleari. Come parlamentari italiani ed europei siamo impegnai a riportare alla luce i problemi reali del Paese chiedendo un’assunzione di responsabilità forte da parte del Governo, che garantisca, soprattutto nel Mezzogiorno, lo sviluppo di un piano energetico sostenibile e la messa in sicurezza dei territori” ha concluso Cozzolino.
scritto da Ufficio Stampa il 10 marzo, 2010 alle 16:48
Il Parlamento europeo ha dato un segnale chiaro e positivo con il voto a larga maggioranza di oggi sulla Strategia EU 2020 per lo sviluppo sostenibile, la creazione di occupazione e l’inclusione sociale – afferma Sergio Cofferati, eurodeputato PD coordinatore del gruppo S&D per la commissione speciale sulla Crisi.
I tre maggiori gruppi – i socialisti e democratici, i popolari e i liberali – hanno preparato una risoluzione comune sulla Strategia EU 2020 indicando come priorità la necessità di una risposta ambiziosa alla crisi finanziaria, economica e sociale, anche attraverso la regolamentazione e supervisione finanziaria a livello europeo, e gli obiettivi della lotta alla disoccupazione e la creazione di occupazione di qualità, dell’uguaglianza di genere, dell’inclusione sociale e della lotta alla povertà da raggiungere non solo attraverso un maggiore coordinamento delle politiche nazionali ma anche con la definizione di meccanismi e linee guida precise per una governance economica europea.
Si tratta di una buona mediazione tra le opinioni delle tre grandi famiglie politiche europee – ribadisce Sergio Cofferati. Questa convergenza, per nulla scontata, è un utilissimo punto di partenza nella definizione degli obiettivi e delle azioni necessari per rilanciare l’economia e la società europee.
Il risultato è ancor più importante per il gruppo S&D perché l’impianto complessivo è in tutta evidenza coerente con la cultura riformista sostenuta nel Parlamento dai Socialisti e dai Democratici e riconferma la concreta possibilità di promuovere scelte importanti quando si interpretano con realismo le dinamiche finanziarie, economiche e sociali e si avanzano proposte concrete per fronteggiare una crisi pesantissima come quella attuale pensando contemporaneamente alle azioni indispensabili per lo sviluppo futuro – conclude Cofferati.
scritto da Ufficio Stampa il 10 marzo, 2010 alle 16:37
L’Assemblea europea a Strasburgo ha approvato a larga maggioranza una mozione che mette al centro della Strategia Ue 2020 la Politica agricola comune. Per il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, l’Europarlamento, grazie a un gioco di squadra, ha cosi’ corretto una grave lacuna della prima proposta del presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso’. La Strategia Ue 2020 punta a creare per i prossimi anni, attraverso riforme strutturali ambiziose, piu’ innovazione e nuovi posti di lavoro in Europa.
La risoluzione comune presentata dai gruppi parlamentari S&D, Ppe e liberal democratici (Alde), permette al Parlamento europeo di vincere il braccio di ferro con la Commissione Ue: quest’ ultima infatti, era stata fortemente criticata dai deputati ‘per l’assenza di un qualsiasi riferimento alla filiera agroalimentare all’interno della Strategia Ue 2020′. De Castro tiene anche a sottolineare che non solo il Parlamento rimette al centro del dibattito strategico l’agricoltura, ma anche le sue sfide che sono in primo luogo la sicurezza alimentare, tenendo conto che l’agricoltura puo’ dare una risposta al tema della carenza di cibo, ma anche la crescita produttiva e il mantenimento occupazionale nelle aree rurali. Senza dimenticare, aggiunge, che l’agricoltura ha anche la capacita’ di dare risposte e contributi positivi nella lotta al cambiamento climatico. I deputati europei hanno poi sottolineato l’importanza dell’aspetto finanziario chiedendo un ‘adeguato bilancio per raccogliere e sostenere le sfide future che non interessano solo i produttori ma l’intera societa’, ricordando che l’innovazione si ottiene anche dall’agricoltura’. ‘Era impensabile – ha concluso il presidente della commissione agricoltura – che la strategia sull’Europa del futuro non tenesse conto dei quasi 30 milioni di lavoratori agricoli e del fatto che il 45% del territorio europeo e’ gestito da agricoltori’.
(www.paolodecastro.it)
scritto da Ufficio Stampa il 24 febbraio, 2010 alle 13:40
“Le parole forti dei vescovi italiani sulla situazione del Mezzogiorno non devono cadere nel vuoto. Tutti coloro che hanno responsabilità politiche, sociali e imprenditoriali sono chiamati a un impegno più forte per far prevalere le forze positive che operano nel Sud. Due anni di crisi hanno reso più evidenti le carenze della politica e dell’economia e della società meridionali, mentre la fragilità dell’azione delle istituzioni e la mancanza di prospettive rischiano di aprire nuovi spazi all’illegalità e alla criminalità organizzata. C’é però anche un Mezzogiorno che resiste, che riesce a compiere passi avanti importanti, con coraggio e dignità. Nelle nostre università, nelle amministrazioni locali, nelle associazioni, nelle imprese c’é una nuova generazione di cittadini meridionali che può e deve imporsi sulla rassegnazione interessata di chi si oppone al cambiamento. Per questo il Sud deve rinnovare le sue classi dirigenti, nella politica come nell’economia, fare spazio alle competenze e al merito. Al tempo stesso il Governo ha il dovere di mettere subito in campo un piano per il Sud, fondato innanzitutto sul credito d’imposta per i nuovi assunti, su investimenti in ricerca e innovazione e su una strategia infrastrutturale che integri e valorizzi i passi in avanti di questi anni. Un piano che di straordinario non ha proprio nulla ma é semplicemente un necessario atto di responsabilità di chi dovrebbe occuparsi delle sorti del Paese e non di sottostare ai ricatti della Lega”.
scritto da Ufficio Stampa il 18 febbraio, 2010 alle 16:51
“Il Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo sarà finalmente inaugurato nel mese di marzo”. E’ quanto ha dichiarato Miguel Moratinos, ministro degli esteri della Spagna, Paese che detiene la presidenza di turno dell’UE.
Il segretariato dovrà pilotare progetti di cooperazione regionale nei settori prioritari e sarà composto da un Segretario Generale e sei Vice-Segretari cui saranno affidati le diverse aree d’intervento. Avrà sede a Barcellona. Ora resta aperta la discussione sullo statuto e sulla nomina del sesto vice-segretario che spetterebbe alla Turchia, ma sulla quale permangono obiezioni sollevate da Cipro.
“L’impressione – commenta l’On. Andrea Cozzolino – è che finalmente, con la presidenza spagnola, ci possa essere la determinazione e la volontà politica necessarie per rilanciare il processo euro-mediterraneo e la consapevolezza della rilevanza dei progetti regionali dell’Unione per il Mediterraneo per questioni decisive come la ripresa del dialogo israelo-palestinese e la liberalizzazione degli scambi commerciali nell’area”.
“La strada – prosegue Cozzolino – è ancora lunga e impegnativa. C’è voluto più di un anno e mezzo solo per definire la struttura del Segretariato. Tuttavia, la rinnovata determinazione espressa da diversi Paesi, il lavoro della presidenza spagnola per coinvolgere Washington nello sforzo di riannodare il dialogo tra arabi ed israeliani e la nomina del Segretario Generale dell’UpM, il giordano Ahmad Massaadeh, nel gennaio scorso, sono segnali incoraggianti che lasciano sperare di poter confermare a giugno il previsto vertice euromediterraneo.”
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